Spesa

Canone Rai sulla pensione: 11 rate da 8,18 euro

Canone Rai sulla pensione: 11 rate da 8,18 euro invece di 10 da 9. Reddito da pensione 2025 fino a 18.000 euro, domanda INPS entro il 15 novembre.

Canone Rai sulla pensione: 11 rate da 8,18 euro — immagine generata con IA

Il canone Rai sulla pensione si paga in 11 rate mensili da 8,18 euro, contro le 10 rate da 9 euro della bolletta elettrica. La domanda all'INPS va inviata entro il 15 novembre e riguarda il canone Rai 2027. Requisito: un reddito da pensione 2025 non superiore a 18.000 euro. Secondo Money.it, che riporta le istruzioni INPS, l'importo annuo del canone resta di 90 euro.

Quanto costa il canone Rai in bolletta e quanto sulla pensione?

Il canone Rai per un'abitazione con utenza elettrica vale 90 euro l'anno. Di norma lo paghi nella bolletta della luce, in 10 rate mensili da 9 euro. Se la bolletta è bimestrale, la rata che trovi è da 18 euro, cioè due mensilità da 9 euro.

Sulla pensione le rate diventano 11 e ognuna vale 8,18 euro. Il prelievo parte a gennaio, successivo alla domanda, e arriva fino a novembre. Il canone Rai che si può spostare con la domanda di quest'anno è quello del 2027.

Dieci rate da 9 euro fanno 90 euro (10 × 9). Undici rate da 8,18 euro fanno poco meno dello stesso canone (11 × 8,18), con uno scarto di pochi centesimi dovuto all'arrotondamento della rata. Il totale dell'anno non cambia: cambia il modo in cui viene diviso.

Quanto cambia in euro al mese e all'anno?

In bolletta il canone costa 9 euro al mese, sulla pensione 8,18 euro. Lo stesso importo viene diviso in 11 parti invece che in 10, quindi ogni parte è più leggera.

Sull'intero anno la differenza non c'è. Con il pagamento in bolletta versi 90 euro, con il pagamento sulla pensione ne versi praticamente lo stesso importo (11 rate da 8,18 euro, cioè 11 × 8,18). Il vantaggio è di cassa, non di spesa: ogni mese esce meno, ma i mesi di addebito sono 11 e non 10. Nella ricostruzione di Money.it la rateizzazione avviene senza interessi, quindi la rata più bassa non nasconde un costo aggiuntivo.

In pratica, per chi ha una pensione, la rata è più bassa di 9 − 8,18 euro ogni mese di addebito, spalmata su un mese in più. Il minor esborso mensile, ripetuto per 10 mesi di confronto, viene recuperato dall'undicesima rata da 8,18 euro. Il saldo a fine anno resta quello.

Illustrazione: Chi può chiedere l'addebito sulla pensione? — immagine generata con IA

Chi può chiedere l'addebito sulla pensione?

Può chiedere lo spostamento sulla pensione chi ha avuto nel 2025 un reddito da pensione non superiore a 18.000 euro. La soglia si riferisce all'anno precedente a quello in cui si presenta la domanda: chi presenta la richiesta nel 2026 guarda quindi al 2025. È una soglia di reddito da pensione, non un limite sul reddito complessivo della famiglia.

Chi supera i 18.000 euro di reddito da pensione 2025 resta fuori dalla possibilità e continua a pagare il canone nella bolletta elettrica, in 10 rate da 9 euro. Per chi è dentro, la scelta è facoltativa: se non invia la domanda, nulla cambia.

Come si presenta la domanda?

La domanda si invia online dall'area personale del sito INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. Il termine è il 15 novembre. Chi lo manca non perde il diritto al canone in bolletta, ma l'addebito sulla pensione per il 2027 non parte e bisogna attendere il ciclo successivo.

Cosa succede alla bolletta della luce?

Per interrompere l'addebito del canone nella bolletta, la richiesta deve arrivare entro il 15 del mese. È il termine che regola l'interruzione dell'addebito nella fattura elettrica, e non va confuso con la scadenza del 15 novembre per la domanda all'INPS sul canone 2027.

Le due date sono quindi distinte: una riguarda la domanda di passaggio sulla pensione, l'altra il giorno del mese entro cui una richiesta fa fermare l'addebito in bolletta. Chi sposta il canone sulla pensione dovrebbe verificare che non resti addebitato due volte, nella fattura della luce e nel cedolino.

Illustrazione: E l'esenzione per gli over 75? — immagine generata con IA

E l'esenzione per gli over 75?

Il pagamento a rate non è l'unica strada. Resta l'esenzione dal canone per chi ha compiuto 75 anni, a condizione che il reddito complessivo non superi 8.000 euro l'anno, coniuge incluso. L'esenzione si chiede con una dichiarazione sostitutiva all'Agenzia delle Entrate.

La data del compleanno decide da quando vale. Chi compie 75 anni entro il 31 gennaio è esente per l'intero anno. Chi li compie tra il 1° febbraio e il 31 luglio è esente per il secondo semestre. Se hai già pagato pur avendo diritto all'esenzione, è previsto un rimborso.

Le due strade non coincidono. L'esenzione toglie il canone, ossia 90 euro l'anno, per chi rispetta età e reddito. La rateizzazione sulla pensione lascia il canone intero da 90 euro, ma lo suddivide in 11 rate. Il tetto di reddito è diverso: 18.000 euro di reddito da pensione per la rateizzazione, 8.000 euro di reddito complessivo per l'esenzione.

Quanto vale in concreto la rata più bassa?

Tra i 9 euro mensili in bolletta e gli 8,18 euro sulla pensione la differenza è piccola, ma le rate sono 10 da una parte e 11 dall'altra. Il canone da 90 euro, nel complesso, rimane identico.

Quello che cambia è la ripartizione: una rata in più, un po' meno per volta, prelevata direttamente dalla pensione senza passare dalla bolletta della luce. Per chi ha un'uscita fissa già programmata sull'assegno, può essere un modo diverso di gestire il mese; per chi non ha esigenze di cassa, è un passaggio amministrativo da compiere entro il 15 novembre per il canone 2027.

Il canone resta di 90 euro, con 10 rate da 9 euro oppure 11 rate da 8,18 euro. Il 15 novembre fissa quale delle due vale per il 2027, e chi non invia la domanda ne eredita una senza averla scelta.