Investimenti Sostenibili 4.0: 448 milioni alle PMI del Sud
Investimenti Sostenibili 4.0: 448 milioni per le PMI del Mezzogiorno, fino al 75% di copertura. Sportello Invitalia dal 6 ottobre 2026, ore 10:00.

Il bando Investimenti Sostenibili 4.0 mette a disposizione 448 milioni di euro per le micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno, secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e di Invitalia. Lo sportello per le domande si apre il 6 ottobre 2026, alle ore 10:00, sulla piattaforma telematica di Invitalia. Le agevolazioni coprono fino al 75% delle spese ammissibili del progetto, a patto di certificare una riduzione dei consumi energetici di almeno il 5%.
Il dato che pesa di più per chi presenta domanda è la composizione di quel 75%: il 35% è contributo a fondo perduto in conto impianti, il 40% è finanziamento agevolato a tasso zero. Il restante 25% resta a carico dell'impresa. Le regioni interessate sono Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Questo articolo riordina i requisiti partendo da quello che incide di più sul bilancio: quanto costa davvero il progetto all'impresa, e quanto viene coperto.
Quanto copre il bando Investimenti Sostenibili in euro?
La copertura massima è il 75% delle spese ammissibili, secondo il MIMIT. La spesa ammissibile di ogni programma di investimento va da un minimo di 750.000 euro a un massimo di 5.000.000 euro. Applicando le aliquote del bando a questi due estremi si ottengono gli importi in euro: sono conti aritmetici sulle soglie del bando, non l'importo di una domanda reale.
Sul progetto più piccolo ammesso, da 750.000 euro, il 35% fa 262.500 euro di fondo perduto (conto fatto qui: 750.000 per 35%) e il 40% fa 300.000 euro di finanziamento a tasso zero (conto fatto qui: 750.000 per 40%). Sono conti fatti qui con le aliquote della scheda. La somma delle due quote, il 75% di 750.000 euro, fa 562.500 euro (conto fatto qui: 262.500 più 300.000). La quota a carico dell'impresa, il 25% di 750.000 euro, fa 187.500 euro (conto fatto qui: 750.000 per 25%).
Sul progetto più grande, da 5.000.000 euro, il 35% fa 1.750.000 euro di fondo perduto (conto fatto qui: 5.000.000 per 35%) e il 40% fa 2.000.000 euro di finanziamento agevolato (conto fatto qui: 5.000.000 per 40%). Sono conti fatti qui con le aliquote della scheda. Il 75% complessivo fa 3.750.000 euro (conto fatto qui: 1.750.000 più 2.000.000). Il 25% a carico dell'impresa fa 1.250.000 euro (conto fatto qui: 5.000.000 per 25%).
Che cosa è fondo perduto e che cosa va restituito?
Il contributo a fondo perduto, il 35% delle spese ammissibili, è registrato come contributo in conto impianti e non si restituisce. Il finanziamento agevolato, il 40% delle spese ammissibili, è a tasso zero e si restituisce in 7 anni. Sul progetto da 750.000 euro significa restituire il 40% di 750.000 euro, cioè 300.000 euro (conto fatto qui: 750.000 per 40%), in 7 anni, senza interessi; sul progetto da 5.000.000 euro, il 40% di 5.000.000 euro, cioè 2.000.000 euro (conto fatto qui: 5.000.000 per 40%), nello stesso arco di tempo.
Il confine tra le due voci conta per il conto di cassa dell'impresa. Il 75% coperto dal bando si divide in un contributo in conto impianti pari al 35% delle spese ammissibili, che non si restituisce, e in un finanziamento agevolato pari al restante 40%, che va rimborsato. Il conto in euro resta quindi diviso: sul progetto minimo da 750.000 euro, il 35% fa 262.500 euro (conto fatto qui: 750.000 per 35%) che non si restituiscono e il 40% fa 300.000 euro (conto fatto qui: 750.000 per 40%) che sì.
Qual è il requisito che decide l'accesso: la riduzione del 5% dei consumi?
Il requisito tecnico è una riduzione dei consumi energetici di almeno il 5%. Il confronto è tra i consumi storici dell'anno precedente e i consumi dopo l'investimento, e riguarda la struttura produttiva locale interessata dal progetto. La soglia è del 5% e va certificata: il bando richiede una relazione tecnica sul risparmio energetico.
La soglia è un limite minimo, non un obiettivo medio. Un progetto che porta il calo dei consumi sotto il 5% non rispetta la condizione, secondo le regole del bando. Il confronto usa l'anno precedente come base: i consumi di quell'anno sono il termine di paragone contro cui si misura il dopo.
Che cosa conta nella graduatoria?
Le domande vengono valutate con una graduatoria di merito legata alla sostenibilità ambientale. Il bando non è quindi una gara di velocità pura: l'apertura dello sportello è fissata per il 6 ottobre 2026, ma il criterio di valutazione prende in considerazione la qualità ambientale del progetto. Il dettaglio dei punteggi non è riportato tra i dati a disposizione e va letto nel decreto direttoriale del MIMIT.

Quali sono i requisiti per presentare domanda?
Le imprese devono essere iscritte al Registro Imprese e in regola con la contribuzione. A questi si aggiungono i limiti di spesa e di dimensione del progetto, che il bando fissa in rapporto al bilancio dell'impresa. L'elenco che segue parte dal vincolo che taglia più imprese fuori e scende verso quelli procedurali.
- Il progetto non può valere più del 70% del fatturato dell'ultimo bilancio.
- La spesa ammissibile deve stare tra 750.000 euro e 5.000.000 euro.
- Le opere murarie non possono superare il 40% del totale dei costi.
- Il progetto deve essere avviato successivamente alla presentazione della domanda, con termine di ultimazione non oltre i 18 mesi dal provvedimento di concessione delle agevolazioni.
- Non sono ammesse le spese con contratto di leasing.
Il limite del 70% sul fatturato è il filtro più stretto sulle imprese piccole. Un progetto al minimo di 750.000 euro richiede un fatturato dell'ultimo bilancio che renda quel valore non superiore al 70%. Il bando misura il rapporto progetto/fatturato sull'ultimo bilancio approvato.
Il tetto sulle opere murarie, il 40% del totale dei costi, cambia la composizione del progetto. Su un programma da 5.000.000 euro, il 40% fa 2.000.000 euro (conto fatto qui: 5.000.000 per 40%, sull'importo massimo ammissibile): è il massimo di opere murarie ammesso tra le spese agevolabili. Il resto del progetto deve stare in altre voci.
Da dove arrivano i 448 milioni?
La dotazione del bando nasce da due fondi. Il Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027 porta 216 milioni di euro. La restituzione delle rate dei finanziamenti agevolati dei programmi operativi nazionali 2007-2020 porta 224 milioni di euro. Sommate (conto fatto qui: 216 milioni più 224 milioni), le due voci fanno 440 milioni di euro.
La dotazione complessiva del bando è di 448 milioni di euro. Il decreto direttoriale del MIMIT, con riferimento al 18 marzo 2026, indica una dotazione finanziaria complessiva di 447.595.808,76 euro. La differenza tra il totale dichiarato di 448 milioni di euro e la somma delle due fonti (conto fatto qui: 216 milioni più 224 milioni, cioè 440 milioni di euro) è di 8 milioni di euro (conto fatto qui: 448 milioni meno 440 milioni): non è spiegata nei dati disponibili, e qui si riportano i valori come pubblicati.
Quanto è riservato alle micro imprese e alle PMI?
Il 25% della dotazione del fondo è una quota riservata a micro imprese e PMI. Applicato ai 448 milioni di euro, il 25% fa 112 milioni di euro (conto fatto qui: 448 milioni per 25%). Il conto usa la dotazione di 448 milioni di euro e l'aliquota del 25% della scheda: il bando non indica altri dettagli di ripartizione tra le categorie di impresa.
Come cambia il calcolo prima di presentare la domanda?
Il bando cambia il modo in cui un'impresa valuta un investimento energetico. Prima il conto era: quanto costa l'impianto e quanto risparmio in bolletta. Con il bando il conto ha tre passaggi in più: se la riduzione dei consumi arriva al 5% certificato, quanta parte del progetto viene restituita in 7 anni a tasso zero, e se il valore del progetto sta dentro il 70% del fatturato dell'ultimo bilancio.
Il passaggio che molte imprese non facevano prima è la certificazione. La relazione tecnica sul risparmio energetico diventa un documento di accesso, non un allegato: senza la soglia del 5% la domanda non rispetta il requisito. Il confronto con i consumi dell'anno precedente impone quindi di avere i dati di consumo già in ordine prima di progettare.

Quando e come si presenta la domanda?
Lo sportello apre il 6 ottobre 2026, alle ore 10:00. Le domande si inviano in modalità telematica attraverso la piattaforma di Invitalia, per conto del MIMIT. Il bando si rivolge alle micro, piccole e medie imprese di sette regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Il decreto indica 18 mesi come termine per l'ultimazione del programma di investimento. Questo articolo ha carattere informativo e non è consulenza fiscale: requisiti, scadenze e istruzioni vanno verificati sui testi ufficiali di MIMIT e Invitalia.
Che cosa resta da pagare all'impresa?
Il dato chiave del bando Investimenti Sostenibili è questo: 448 milioni di euro di dotazione, con una copertura fino al 75% delle spese ammissibili e una quota del 25% che resta in carico all'impresa. Su un progetto da 750.000 euro il 25% fa 187.500 euro (conto fatto qui: 750.000 per 25%); su uno da 5.000.000 euro il 25% fa 1.250.000 euro (conto fatto qui: 5.000.000 per 25%). Lo sportello apre il 6 ottobre 2026 e la riduzione del 5% dei consumi energetici va certificata prima di arrivarci.

